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Architettura, tecnologia e salute: la qualità dell’aria indoor al centro del nuovo speciale di Smart Building Italia

Dall’evoluzione normativa europea alla ventilazione meccanica controllata e alla progettazione integrata: cinque contributi per ripensare il benessere negli edifici contemporanei.

Pubblicato il 21 Maggio, 2026 • di Sara Narduzzi

La qualità degli ambienti indoor va molto oltre il comfort abitativo. Coinvolge la salute, va costruita in fase di progettazione, incide sulla responsabilità professionale. In edifici sempre più efficienti e dal punto di vista energetico, ventilazione, controllo dell’umidità e monitoraggio ambientale risultano essenziali.

Sono questi i temi affrontati nello speciale “Architettura, Tecnologia e Salute”, pubblicato sul nuovo numero del magazine Smart Building Italia e realizzato con il contributo di professionisti ed esperti del settore. I contenuti anticipano alcune delle riflessioni sviluppate nel primo position paper del Comitato Scientifico di Home Health & Hi-Tech, dedicato al rapporto tra qualità degli ambienti interni, tecnologia e benessere delle persone: un lavoro interdisciplinare la cui presentazione è prevista per il 25 giugno 2026 a Milano. 

Apre lo speciale l’intervista a Michele Franzina: una riflessione sulla “responsabilità di costruire” e sul concetto di sostenibilità immateriale. Oltre agli aspetti tecnici ed energetici, il costruito viene interpretato come sistema di valori culturali, relazioni sociali, qualità del lavoro e benessere collettivo. Una visione che amplia il concetto stesso di sostenibilità e richiama il settore delle costruzioni a una responsabilità più ampia e duratura.

La salubrità come prestazione essenziale è il tema del secondo articolo, dedicato all’evoluzione normativa europea e italiana. Dalla EPBD IV ai nuovi CAM Edilizia. Il contributo evidenzia come ventilazione, monitoraggio della qualità dell’aria e controllo termoigrometrico stiano diventando requisiti strutturali della progettazione contemporanea.

Ci si concentra poi sul rapporto tra progetto e uso reale degli edifici: monitoraggio continuo, sensori ambientali e commissioning vengono indicati come strumenti indispensabili per verificare che le prestazioni previste in fase progettuale siano mantenute nel tempo. Centrale anche il ruolo degli occupanti, spesso poco informati sul corretto utilizzo dei sistemi di ventilazione e trattamento aria.

Un approfondimento analizza il ruolo della ventilazione meccanica controllata negli edifici ad alta efficienza energetica. La VMC viene presentata non come semplice strumento di risparmio energetico, ma come infrastruttura essenziale per garantire qualità dell’aria, controllo dell’umidità e continuità del ricambio indoor. Il testo affronta anche il tema della progettazione integrata tra involucro e ventilazione, della filtrazione e della manutenzione degli impianti.

Nel contributo conclusivo, dedicato al benessere indoor, viene evidenziato come la qualità dell’aria e l’equilibrio igrotermico di un edificio si determinino già nelle prime scelte progettuali. Umidità, muffe, VOC e radon sono descritti come rischi spesso invisibili ma con effetti documentati sulla salute, mentre la progettazione integrata di involucro, materiali e impianti emerge come scelta necessaria per garantire il benessere per decenni.

Sfoglia la rivista: Smart Building Italia n. 17.