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Qualità dell’aria indoor e normativa: il ruolo dei CAM nella trasformazione dell’edilizia

Un confronto tra normativa, ricerca scientifica e soluzioni impiantistiche per affrontare in modo strutturale il tema della qualità dell’aria indoor negli edifici pubblici.

Pubblicato il 25 Marzo, 2026 • di Sara Narduzzi

Si è tenuto il 24 marzo, nell’ambito di MCE – Mostra Convegno Expocomfort 2026, il convegno HHH “CAM Edilizia e Qualità dell’Aria: partire dal pubblico per dare il buon esempio”, con un focus tecnico su normativa, monitoraggio e sistemi impiantistici per la qualità dell’aria indoor (IAQ).

Ha aperto i lavori Clara Peretti, che ha inquadrato il contesto normativo. Con l’entrata in vigore dei CAM Edilizia 2025, la salubrità diventa parte strutturale del progetto: non più un requisito accessorio, ma un parametro da garantire attraverso scelte progettuali, impiantistiche e gestionali. In questo contesto, la ventilazione meccanica controllata diventa obbligatoria e gli edifici pubblici sono chiamati a fungere da modello applicativo. Scuole, uffici e strutture sanitarie diventano così il primo banco di prova per l’implementazione di sistemi integrati che combinano involucro, impianti e gestione operativa.

Il professor Giorgio Buonanno ha posto l’attenzione su una criticità sistemica: a livello globale, la qualità dell’aria indoor non è ancora regolamentata con standard prestazionali, nonostante rappresenti uno dei principali determinanti della salute. Il contributo ha evidenziato un cambio di paradigma ormai in atto: la qualità dell’aria non può più essere trattata come un tema di comfort, ma deve essere gestita come un’infrastruttura di salute pubblica. Ventilazione, filtrazione e tecnologie di sanificazione rappresentano difese passive universali, in grado di ridurre il rischio indipendentemente dal comportamento degli occupanti.

L’intervento di Damiano Sanelli ha approfondito il tema della qualità dell’aria indoor evidenziando come l’esposizione agli inquinanti rappresenti un rischio significativo e spesso sottovalutato perchè in gran parte non percepibile. L’IAQ deve invece essere valutata come sistema complesso, che include parametri chimici, biologici e fisici. Dal punto di vista normativo, rientra sempre più nel perimetro della sicurezza sul lavoro e nella valutazione della salubrità degli edifici ai fini dell’agibilità. Questo comporta un’estensione delle responsabilità per tutti gli attori coinvolti: progettisti, installatori, datori di lavoro e gestori.

Francesco Bartaloni, Phoebe Business Unit Manager, ha spiegato il funzionamento di soluzioni tecnologiche avanzate in grado di contrastare molti degli inquinanti più rilevanti, tra cui VOC, formaldeide, benzene, ossidi di azoto e monossido di carbonio, oltre agli agenti biologici come muffe, batteri e virus. Al centro del suo contributo, una tecnologia tecnologia basata su fotocatalisi: il filtro ceramico, rigenerabile, attivato da luce led, riesce ad abbattere inquinanti chimici e biologici senza generare sottoprodotti pericolosi, contribuendo così a migliorare in modo attivo la qualità dell’aria.

L’intervento di Mario Pala, Business Unit Sales Director MYDATEC, ha concluso l’incontro con una riflessione che ha tradotto i principi normativi e scientifici in soluzioni impiantistiche concrete, evidenziando il ruolo strategico degli impianti HVAC in un mercato real estate in evoluzione. Particolare attenzione è stata dedicata alla ventilazione meccanica integrata alla climatizzazione, con sistemi in grado di assicurare ricambi d’aria controllati, filtrazione efficace e gestione termo-igrometrica. I dati presentati evidenziano la capacità di sistemi filtranti di ridurre significativamente le concentrazioni di PM10 e PM2.5.

L’appuntamento di Home Health & Hi-Tech − con Infobuildenergia come partner − ha evidenziato una convergenza ormai chiara tra direttive europee, CAM Edilizia 2025 e ricerca scientifica: la qualità dell’aria indoor sta uscendo definitivamente dalla dimensione del comfort per entrare in quella della sanità pubblica, della responsabilità normativa e della prestazione tecnica misurabile.