Approfondimenti

Sintesi del quaderno INAIL “Qualità dell’aria nei luoghi di lavoro”

Pubblicato a fine 2023, il quaderno di lavoro dell’INAIL dal titolo “LA VALUTAZIONE DELLA QUALITÀ DELL’ARIA NEI LUOGHI DI LAVORO” oltre a porre maggior attenzione sul tema della salubrità nei luoghi di lavoro, introduce un approccio innovativo di aria salubre in quantità sufficiente, che va oltre il conteggio dei ricambi di volumi d’aria fino ad ora considerati come unico riferimento normativo.

Pubblicato il 9 Maggio, 2024 • di Pamela Pastore

Testo a cura di cura di Damiano Sanelli – Direttore tecnico ATTA e Coordinatore tecnico HHH

È di recente pubblicazione il nuovo quaderno tecnico dedicato alla valutazione della qualità dell’aria nei luoghi di lavoro, un documento, che seppure non presenta i tratti prescrittivi di un D.lgs, al suo interno introduce importanti approcci e nuovi punti di riflessione, ribadendo e chiarendo concetti troppo spesso sottovalutati o addirittura non considerati, anche dagli addetti ai lavori. Per favorire una maggior divulgazione dei concetti introdotti, propongo una sintetica rilettura del documento.

Obiettivi

Il quaderno prende spunto dai documenti legislativi e dalle normative tecniche nazionali ed internazionali in vigore, oltre a citare documenti derivati dalla letteratura scientifica. Obiettivo è quello di affrontare correttamente la tematica della qualità dell’aria nei luoghi di lavoro, in modo da raggiungere il benessere dei lavoratori, quantomeno ridurre il rischio ambientale, ma anche per dare indicazioni ai datori di lavoro come potersi tutelare legalmente. 

Il documento, nel suo insieme, riprende diversi punti del D.lgs. 81/2008 conosciuto come testo unico della salute e sicurezza sul lavoro, ad oggi il documento legislativo di maggior riferimento, rimarcando in primis, il concetto di attenzione alla SALUTE. Una definizione che conferma e dimostra l’esistenza di una legislazione della sicurezza ambientale, sicuramente migliorabile, ma già ben radicata. Visti i vari ambiti applicativi in cui si deve intendere il perseguimento di un adeguato stato di qualità dell’aria indoor, e vista la quantità di documenti prescrittivi o di altra natura disponibili (specifiche, normative e legislazioni presenti in diverse pubblicazioni), risulta articolato e complicato fare il punto della situazione sulla qualitativa dell’aria negli ambienti lavorativi.

Proprio per l’ampia variabilità di situazioni possibili, è sempre più valido il principio per cui la valutazione della qualità dell’aria indoor debba essere eseguita con scrupolo e contestualizzando il singolo caso in ogni luogo di lavoro, nessuno escluso, tra questi anche uffici, scuole, studi, banche, strutture sanitarie, hotel, ecc. Chiaro l’obiettivo dell’INAIL nel voler essere a supporto di progettisti e responsabili della sicurezza, offrendo utili linee guida su una tematica per lo più sconosciuta e spesso affrontata in modo non coordinato e sistemico.

Il nuovo quaderno dell’INAIL

L’approccio base del quaderno INAIL si basa sul ruolo fondamentale che una corretta aerazione dei locali riveste, pur consci delle conseguenze negative che potrebbero innescarsi in caso di errata o assente manutenzione e gestione dei sistemi di aerazione. Sul fronte degli inquinanti da attenzionare, il documento cita diverse sostanze chimiche e biologiche rilasciate da sorgenti comunemente presenti nei luoghi indoor, già indicate nei rapporti ISTISAN dell’ISS sul tema specifico. Le nuove linee guida riportano le indicazioni circa la valutazione della qualità dell’aria, come parte integrante e obbligatoria da inserire all’interno del DVR (Documento Valutazione Rischi)

Come anticipato, il documento introduce il concetto di “qualità dell’aria accettabile” definendo due condizioni di riferimento per definire l’ambiente salubre o meno, una di natura quantitativa, l’altra qualitativa:

  1. presenza di sostanze inquinanti inferiori alle concentrazioni riconosciute come dannose
  2. presenza di almeno l’80% degli occupanti che manifestano insoddisfazione, avvertendo i classici disagi legati all’insalubrità ambientale (mal di testa, capogiri, irritazione agli occhi ed alla gola, spossatezza, nausea, ecc,)

Contestualmente il quaderno suddivide le sostanze nocive in quattro macro-categorie:

  • Sostanze rilasciate dagli occupanti
  • Sostanze rilasciate dai materiali edili ed arredi
  • Sostanze derivanti dalla lavorazione in essere
  • Sostanze presenti nell’aria esterna, immessa all’interno da ventilazione naturale o meccanica malfunzionante

Il concetto di qualità e quantità di aria salubre
Il concetto fino ad ora tralasciato e introdotto per la prima volta in questo documento, è proprio quello di “aria salubre in quantità sufficiente”, ponendo la “quantità di aria salubre” come condizione vincolante di accettabilità nella valutazione della qualità dell’aria in ambienti lavorativi. Di fatto, viene definita e rimarcata con forza la necessità che gli stati di Quantità di aria sufficiente e di Aria salubre siano imprescindibili e debbano verificarsi contestualmente. In assenza di uno dei due elementi, anche solo in termini di mancata verifica, non ci si può esprimere sullo stato di salubrità di questi locali confinati.

Il documento riprende anche il già noto concetto di “Criterio di classificazione” degli ambienti. Si tratta di classificazioni di rischio che originano dall’individuazione della fragilità delle persone presenti, per arrivare all’assunzione di un rischio temporaneo, al quale vengono aggiunti una serie di fattori incrociati che vanno a contemplare l’aspetto soggettivo delle persone, la tipologia dell’attività svolta e le caratteristiche dell’edificio. 

Un aspetto decisamente interessante e orientativo riguarda le indicazioni presenti sulle soglie di accettabilità dei vari inquinanti presi in considerazione. Si tratta di un elenco di sostanze riepilogativo molto ampio, anche se non ancora completo, che origina dalla summa di decreti legislativi, normative e protocolli differenti. Sebbene l’elenco sia corposo e contempli inquinanti generati da sorgenti diverse, interne ed esterne, occorre però prestare attenzione a questa suddivisione in quanto potrebbe trarre in inganno, poiché medesimi inquinanti potrebbero essere presenti in ambiente sia emessi da sorgenti esterne che interne, aspetto da considerare per un intervento di risanamento che sia efficace.

Grande attenzione viene riservata anche alla fase della misurazione, in quanto è necessario considerare con cura le variabili di condizioni, posizione e numero dei sensori e durata del monitoraggio. Non tener conto in modo completo e corretto di questi aspetti potrebbe portare ad una valutazione non veritiera della situazione di rischio. A tal proposito, visto l’importanza di questa fase e la personale esperienza, il documento non mi trova pienamente d’accordo su alcuni aspetti, come ad esempio, l’indicazione della durata della misurazione, che ritengo non sufficientemente esaustiva per produrre dati attendibili.

In conclusione, vengono riportate alcune indicazioni per il miglioramento della qualità dell’aria, richiamando i doveri del datore di lavoro, anche questi presenti nel d.lgs. 81/2008, individuando come principi base per una efficace prevenzione le seguenti tre azioni:

  1. intervento sulle sorgenti, riducendo le emissioni
  2. diluzione dell’aria 
  3. verifica ed eventuale miglioramento dell’efficacia della ventilazione

Conclusioni

Leggendo e studiando il quaderno di lavoro con le linee guida indicate, emerge il suo elevato livello di articolazione tra temi e approcci, necessario in quanto rappresentativo del tema ampio della salubrità e della sicurezza ambientale nei luoghi di lavoro, ma anche riferimento per quelli privati. Troppo spesso si tende a voler considerare tale aspetto in modo semplicistico, non contestualizzandolo nella specifica situazione, favorendo approcci incompleti o errati, correndo il rischio di peggiorare le situazioni di salute dei lavoratori, anziché di migliorarle.

Come già anticipato, considero l’obbligatorietà da parte del datore di lavoro della valutazione ambientale, non solo come strumento utile nel tutelare la salute dei lavoratori, ma anche per la tutela legale dell’azienda e dello stesso datore di lavoro.

Dal mio punto di vista di tecnico del settore, trovo il documento dell’INAL un utile strumento da utilizzare per affrontare e migliorare il lavoro dei tecnici che si occupano di salubrità e sicurezza ambientale nei luoghi di lavoro.

Link al documento completo: https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-pubbl-la-valutazione-qualita-aria-nei-luoghi-lavoro.pdf